
Non basta aver rimesso a nuovo Palazzo Gioia. Adesso, prima di riaprirlo ufficialmente, bisogna preoccuparsi di realizzare un progetto di conservazione preventiva. E’ da questa esigenza che nasce la convenzione stipulata tra il Comune di Corato e il dipartimento interateneo di fisica “Michelangelo Merlin” del Politecnico di Bari.
«Quando abbiamo iniziato i lavori di restauro delle opere artistiche presenti a Palazzo Gioia ci siamo dati due obiettivi precisi: da un lato portarle alla luce e dall’altro pensare alla loro conservazione» ha spiegato in conferenza stampa ieri mattina Annamaria Lamonica, curatrice dei lavori.
«Molte delle opere - ha precisato - sono state realizzate su carta con le tempere e poi applicate alle volte. La loro conservazione, oltre che il lavoro di restauro, è stato messo a dura prova dagli sbalzi di umidità, assai dannosi per materiali così vulnerabili. Dal desiderio di cautelare il più possibile queste opere e consegnarle alle generazioni che verranno, è nata l’idea della collaborazione con il politecnico. Si è reso necessario realizzare un programma tecnico scientifico ad hoc».
Per spiegare in che maniera sta intervenendo il Politecnico, è intervenuta la docente Ida Fato, referente del progetto: «stiamo utilizzando le apparecchiature a disposizione del Politecnico per fare un controllo microclimatico del Palazzo. Stiamo misurando temperatura superficiale e dell’aria, valori di umidità, gradienti orizzontali e verticali. Raccogliamo così di dati che, messi in relazione al concreto uso che si farà del Palazzo, permetteranno di stilare un progetto di conservazione preventiva».
Palazzo Gioia diventa un “caso studio” del Politecnico, «un altro modo per “fare cultura” grazie ad un bene della nostra città» ha detto Francesco Scaringella, vicesindaco e assessore alla cultura e allo sviluppo economico.
«Prossimamente - ha annunciato - utilizzeremo l’ingresso del Palazzo come punto di incontro con i cittadini che vorranno fare proposte riguardo alla gestione degli spazi destinati alla biblioteca».
E’ bello constatare come Palazzo Gioia sia già entrato nel cuore degli studenti, almeno di chi ha già avuto modo di scorgere al suo interno oltre l’innegabile bellezza anche un’occasione di crescita e un’opportunità lavorativa.
«Saremmo davvero felici - ha detto una studentessa dell’Oriani al fianco della dirigente Adduci - di poter avere ancora una volta la possibilità di accompagnare i visitatori nelle varie sale».
«Questa è la sintesi più bella e importante che avremmo potuto chiedere a conclusione di tutti gli sforzi fatti per riconsegnare il Palazzo alla città» ha commentato il sindaco Mazzilli.
E ancora: «non si tratta solo di riaprire un edificio: l’obiettivo è creare nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani, come è stato per il Museo, oltre che un contenitore di cultura e uno spazio di crescita per tutte le età. Mettere a sistema tutte le competenze in grado di assicurare la tutela di un bene è una strategia utile e necessaria».
Interrogato sulla data dell’inaugurazione, il primo cittadino ha chiarito gli intenti dell’amministrazione: «settembre è il mese che abbiamo individuato per la cerimonia di riapertura, abbiamo già stabilito il tema per l’occasione. Parte degli arredi è già stata consegnata. Stiamo valutando come meglio poter archiviare il materiale storico recuperato e non escludiamo la possibilità di implementare il patrimonio di opere artistiche».
Dal dirigente del settore lavori pubblici, Giuseppe Amorese, una novità che arricchirà ulteriormente Palazzo Gioia: «con questo progetto di riqualificazione il Comune si è aggiudicato una premialità di 370mila euro assegnata dalla Comunità europea. Un risultato ottenuto grazie al rispetto del cronoprogramma anche per quel che riguarda la rendicontazione. Con queste risorse ulteriori andremo ad implementare l’arrendo. Ci sarà presto un’altra gara d’appalto».
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